per tanti è più difficile.

mentre io passo il tempo nell'orto, sul divano o in garage, c'è chi in questo momento si vede amplificate le proprie difficoltà.
penso a chi deve gestire la vita di un genitore anziano o magari un parente con delle difficoltà. e chi ne ha più di uno? e chi ha un parente con patologie gravi?
mi sento in colpa. nel mentre posso solo rivolgere loro il mio pensiero.

il tempo passa.

e #iorestoacasa è oramai una consuetudine.
fortunatamente vivo nel verde e poter uscire di casa per andare nell'adiacente orto, frutteto o giardino, è uno sfogo non indifferente.
certo, non si vive di solo verde e sarebbe bello poter avere tanti altri "colori". ma bisogna essere diligenti e continuare ad avere questo tipo di comportamento.
la speranza è che al più presto si possa tornare ad essere animali sociali.

non mi piace l'espressione.

mi riferisco a quando, per parlare dell'impegno dei sanitari a favore della popolazione, "che stanno combattendo una guerra".
il paragone non calza.
i medici, gli infermieri e tutti le persone che lavorano nell'ospedale e per l'ospedale, stanno lavorando per mantenere in vita le persone che è il contrario di quello che si fa in una guerra.
trovo offensivo nei confronti di queste persone che si stanno prodigando oltremodo, paragonarli a dei soggetti in guerra.
capisco che è un modo di dire e serve solo per rendere l'idea della gravità.
voi pensateci un attimo lo stesso. le parole sono importanti.

nulla sarà più come prima.

ci penso praticamente da quando siamo capitati in questa emergenza. penso sia una cosa buona se dopo daremo più importanza a taluni aspetti.
se ora siamo costretti a rimanere in casa e ci costa fatica non avere rapporti sociali, dovremo ricordarlo quando tornerà la normalità.
ecco. spero che nulla sarà più come prima.

è dura.

la gente continua a morire. tanta, troppa. sarebbe troppo anche una sola morte, ma 9134 sono tantissime. pensate ad un paese di poco più di 9000 abitanti vicino a dove abitate: ora fate conto che non esista più! è tremendo.
siamo tutti a dirci: "passerà", "andrà tutto bene", lo spero e ci credo. ma finisse stasera, novemilacentotrentaquattro persone, non ci sono più. e parlo solo del nostro paese. senza tener conto poi di come se ne sono andate. da quello che leggo non è un bel morire. e andati in silenzio senza neanche il conforto dei propri cari.
sono proprio incazzato.