servono divanetti.

i saldi, gli sconti, i centri commerciali, lo shopping. tutte queste parole mettono euforia, in generale, alle donne. che siano signore, signorine, mogli o singles, il gentil sesso va letteralmente in estasi e "non può" mancare ad appuntamenti del genere.
gli uomini, (ometto di specificare) tutti gli uomini, provano la sensazione contraria nell'udire le parole di cui sopra.

da qui la formula: donna : shopping = uomo : tragedia

esempio.
lei deve comprare un paio di scarpe. lui deve accompagnarla perchè deve dirle come le stanno (le scarpe…)
lei vaga per il negozio (nei centri commerciali quelli di questo tipo sono immensi) guardando tutte le scarpe e fa domande del tipo "queste?", "quest'altre?".
lui segue la cercatrice di tacchi e risponde con smorfie, più o meno descrittive, riguardo il pensiero che ha sulle scarpe mostrate. quelli più bravi, rispondono "bellissime, sembreresti una dea", per tentare di accorciare il supplizio.
lei non si fida del consiglio di lui e in genere contrattacca "come non ti piacciono?" oppure "lo dici solo per farmi contenta" (su questa frase un giorno scriverò un poema…).
al 20° paio di scarpe, quando lui sembra teseo ma con nessun filo in mano, gli si accende una lampadina: "ora mi siedo!" e cerca uno sgabello di quelli usati per le prove. ovviamente nessuno è libero. allora cerca uno scaffale che sporge, un muro fatto in maniera idonea per appoggiare le stanche natiche… niente da fare.
ecco, io propongo a tutti quei negozi, con una superfice espositiva superiore ai 15mq, di approntare dei divanetti, per tutti quei lui che non sono stati pronti a trovare una scusa per non andare al centro commerciale a fare affari d'oro con i saldi.
p.s. una domanda ai direttori di centri commerciali: come mai i negozi di ferramenta si restringono sempre più e quelli di abiti femminili (diciamolo pure, neanche tanto di classe…) aumentano a dismisura?