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perché corro?

é una domanda che non mi pongo più da anni. mi sono dato nel tempo varie risposte, perché nel tempo le motivazioni cambiavano. il fil rouge però è sempre stato lo stesso: la corsa mi piace. è un gesto arcaico, primitivo, universale, che mi collega all'io più profondo. se ne avessi le energie, potrei correre senza mai fermarmi perchè il gesto non mi annoia. trovo, in ogni passo, sempre qualcosa di nuovo. il corpo va avanti, come meglio può, ma la mente spazia in ogni dove. negli ultimi quarantuno anni (ho iniziato a correre quando la parola che rappresentava il massimo in termini di fatica-impresa-onore per un corridore era "maratona". la parola trail non esisteva e ultra era solo la potenza di alcune batteria alcaline ;-), ho risolto numerosi problemi che mi assillavano, trovato soluzioni a problemi tecnici relativi al mio lavoro, ho escogitato strategie per risolvere problemi interpersonali, ho preparato discorsi da dover fare e risposte da dare, ho trovato soluzioni che mai avrei raggiunto a gambe ferme e quando non avevo problemi da risolvere, ho tanto cantato nella mia testa. posso dire di aver corso per mettere ordine nella mia vita. non sarà un caso che quando sono statico, sono colpevolmente disordinato. chissà…
nello stesso tempo ho corso per competere, per stare in forma, per strategie societarie, per divertimento. il motto "mai un campione ma sempre un corridore", mi ha accompagnato sempre, anche quando lottavo per posizioni di classifica più che dignitose. questo ha fatto si che vivessi l'attività con il giusto distacco, senza esagerare troppo. forse questo ha un pò preservato il mio fisico, non usurandolo eccessivamente e mi permette di correre ancora adesso, dandomi ancora la grande felicità di esercitare il gesto.
perchè se mi fosse possibile, correrei senza mai fermarmi…
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