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servono divanetti.

i saldi, gli sconti, i centri commerciali, lo shopping. tutte queste parole mettono euforia, in generale, alle donne. che siano signore, signorine, mogli o singles, il gentil sesso va letteralmente in estasi e "non può" mancare ad appuntamenti del genere.
gli uomini, (ometto di specificare) tutti gli uomini, provano la sensazione contraria nell'udire le parole di cui sopra.

da qui la formula: donna : shopping = uomo : tragedia

esempio.
lei deve comprare un paio di scarpe. lui deve accompagnarla perchè deve dirle come le stanno (le scarpe…)
lei vaga per il negozio (nei centri commerciali quelli di questo tipo sono immensi) guardando tutte le scarpe e fa domande del tipo "queste?", "quest'altre?".
lui segue la cercatrice di tacchi e risponde con smorfie, più o meno descrittive, riguardo il pensiero che ha sulle scarpe mostrate. quelli più bravi, rispondono "bellissime, sembreresti una dea", per tentare di accorciare il supplizio.
lei non si fida del consiglio di lui e in genere contrattacca "come non ti piacciono?" oppure "lo dici solo per farmi contenta" (su questa frase un giorno scriverò un poema…).
al 20° paio di scarpe, quando lui sembra teseo ma con nessun filo in mano, gli si accende una lampadina: "ora mi siedo!" e cerca uno sgabello di quelli usati per le prove. ovviamente nessuno è libero. allora cerca uno scaffale che sporge, un muro fatto in maniera idonea per appoggiare le stanche natiche… niente da fare.
ecco, io propongo a tutti quei negozi, con una superfice espositiva superiore ai 15mq, di approntare dei divanetti, per tutti quei lui che non sono stati pronti a trovare una scusa per non andare al centro commerciale a fare affari d'oro con i saldi.
p.s. una domanda ai direttori di centri commerciali: come mai i negozi di ferramenta si restringono sempre più e quelli di abiti femminili (diciamolo pure, neanche tanto di classe…) aumentano a dismisura?

il verde vince sempre

da qualche giorno, ho un pò più di tempo libero.
abitando in collina, sono circondato da alberi, fiori, erba e via di questo passo. e il tutto va curato, altrimenti non di collina si parlerebbe ma di jungla.
allora che si fa? si prende il tagliaerba e via. su e giù per il prato, il frutteto, il giardino. poi si passa al decespugliatore e si taglia in quelle zone dove col tagliaerba non passi. nel frattempo l'orto richiede la sua dose di attenzione. c'è da piantare, seminare, togliere le erbacce, curare le piante. ma con le belle giornate è più che un piacere. certo ogni tanto piove, spesso dove risiedo io, e cosa accade? l'erba è pronta per essere ritosata. via allora di tagliarba seguito dal decespugliatore. una legata ai pomodori e poi…. ma non l'avevo appena tagliata l'erba?!?
niente da fare, anzi rien ne va plus. il verde vince sempre. altro che il rosso o il nero.

i ciclisti non lo fanno

almeno non tutti.

mi capita ancora, con ostinata continuità, di correre. lo faccio quasi sempre su asfalto. mi piacciono quelle strade leggermente ondulate magari affiancate da alberi e verde in quantità tale da riempirmi i polmoni.
ovviamente questa passione è più che comune e mi capita spesso d'incontrare altri runner che come e meglio di me si esercitano nella più classica delle attività sportive. quando il collega è a distanza di saluto, questo è spontaneo e nessuno dei due aspetta che sia l'altro a farlo per primo.
le strade sono di tutti. anche dei ciclisti (sigh..). e sovente se ne incontrano. sono tutti avvolti nelle loro mise aderenti ed è gioco forza che ad un certo punto li incroci. cosa fai, non lo/i saluti? ma certo… il ciclista rimane spiazzato. non è abituato. bofonchia, fa finta di usare il cambio, tossisce. insomma non saluta!
i podisti lo fanno.
i ciclisti no.

basta bastarda

non è un termine che mi piace. a volte l'ho usato, ma è stato per una battuta modello aldo-giovanni-giacomo o per una rabbia che era montata su troppo repentinamente e poi me ne sono pentito.
non mi piace soprattutto quando è usata a mente fredda, per identificare qualcosa o qualcuno. a tal proposito voglio dire a chi legge, (utopistico pensare di dirlo al mondo) che il mio amico cane non è una bastarda o bastardina. se vogliamo proprio sottolineare che non è un bulldog o un collie ne tantomeno un labrador, posso accettare che qualcuno dica meticcia, ma bastarda no. bastarda tenetevelo per voi e usate le parole con rispetto.
vi rispetto pur io che non vi mando a fanc… .

baruffa

ogni tanto ci vuole. non la cerco, di solito, e non mi piace farla.
alla fine si perde sempre qualcosa, un pò di fegato, di dignità, di rapporti, mentre si guadagna malumore, rancore e tutto quel che ne consegue.
pazienza, andremo avanti.
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