il nulla.

ci sono persone che mi appaiono con la consistenza della nebbia. impalbabili, inutili e fastidiose. come la nebbia sono convinte di avere un perchè e un'utilità.
non so se si sbagliano. probabilmente si o forse no, non so. fatto è che mi risultano indigeste. come le mosche di esopo. e per di più fastidiose.

però non devo pensare negativo. ci sarà pur una ragion d'essere per costoro. ed allora provo e mi propendo verso esse, per capirle per apprezzarle. ma mi ritrovo a vagare nella nebbia. a tastoni cerco un appiglio e non lo trovo. allora ci rinuncio. mi dispiaccio per il tempo perso e vado oltre, consapevole di essere io quello sbagliato. quello che non riesce ad interagire con le nullità.

tanti, troppi.

è sabato. la settimana volge oramai al termine, ma non è ancora finita.
stasera prove con i ragazzini del coro e poi una cena di pensionamento. domani mercatino di beneficenza e a suonare insieme al coro dei ragazzini.
lunedì si ricomincia. finisco dei lavoretti per il mercatino (addirittura preso delle prenotazioni…) e poi, cascasse il mondo, vado a correre.
in serata vado a sentire i progressi di mandi friuli nepal namaste e poi… martedì è un altro giorno, con subito un appuntamento con l'elettrauto.
tanti, troppi impegni.

oggi si riprende.

non correvo da tredici giorni. ho avuto un pò di problemini con la schiena. questa mi ricorda, ogni volta che la tratto male, che posso scherzare con lei fino ad un certo punto, aldilà del quale riprende le redini in mano e mi obbliga a deambulare come fossi un canuto bibliotecario con bastone al lato di malferme gambe, affinchè le successive volte, possa comportarmi come la carta d'identità comanda!
ma oggi è lunedì!!! tutto riprende il lunedì! si riprende la settimana lavorativa ( ;-) ), si torna a scuola, si fanno progetti, la vita riprende il lunedì…
e poi ieri c'è stata new york.
"quella c'è sempre" dirà qualcuno, sì ma io mi riferisco alla maratona di new york! quindi oggi, lunedì, si DEVE riprendere a correre.
e allora, esaurite le incombenze urgenti, ho preso l'auto (non ho voluto esagerare correndo su strada… abito in collina ;-), e son partito.
allo stop ho guardato: a destra, attimis=nuvoloni neri, sinistra faedis-povoletto=leggermente più chiaro…. la scelta è stata facile. si va in pista, quella dei marsurun!
parcheggio, mi preparo e via. il doping l'ho preso (ipod touch… una certezza), cappellino portafortuna e tre strati di maglie a protezione della scorbutica di cui sopra.
quale sarà il lavoro del giorno? primo giro di pista in prima corsia, secondo in seconda e così via. due giri in sesta e poi si torna indietro. non sarà un lavoro tecnicissimo, ma per oggi va così… tanto la coach non mi vede.
già ma perchè oggi non poteva essere il 14° giorno di stop? potevo anche aspettare per un recupero al cento per cento…. no, oggi si corre perchè ieri mi sono esaltato per la prova a stelle e strisce di una donna che il venerdì, insieme a tutti gli altri del gruppo, corre qui. è lei che oggi mi ha, senza saperlo ovviamente, detto "alzati e vai" (manca il lazzaro di rito…) e il mio inconscio una volta tanto ha ubbidito. ho ripreso il gesto che ho praticato per decenni grazie all'esempio della tradutrice volante, della fotografa di corsa, insomma di graziella!
inanellavo giri e pensavo a come dev'essere stata la sua esperienza newyorkese: la partenza, il ponte di verrazzano, le strade con i tifosi ai margini che ti incitano, le band che suonano, i cartelli a supporto del johnny o della mary di turno, i ristori (saranno come quelli delle maratone nostrane?) e lo spirito ne ha tratto beneficio. infatti sono riuscito a svolgere il lavoro senza troppo penare, sempre con la mente alla grande mela e a chi ieri l'ha conquistata.
quindi oggi ho ricominciato a correre grazie ad un "esempio" ricevuto. un pò come quando da ragazzino correvo pensando alle gesta dei miei idoli: fiasconaro, juantorena, scartezzini

amo i libri

sono un discreto lettore. leggo da sempre con piacere.
ricordo da ragazzino l'emozione di quando arrivava il momento di "andare a ritirare i libri scolastici". l'odore della carta stampata, le nuove figure che lasciavano immaginare nuovi argomenti e cose da imparare. mi piacevano così tanto che diventavano la mia attività del periodo. non importava se dovevo usare a scuola un determinato libro, io tendevo a portarli tutti o almeno quelli che riuscivo, in modo che, nei tempi morti, potevo sfogliare i miei tesori annuali.
crescendo ho avuto un vero e proprio amore per le enciclopedie (ho completato un bel pò di queste a fascicoli settimanali). il fascino di aprire a caso un volume e leggere di un argomento fino a quel momento completamente sconosciuto… una magia!!
questa lunga introduzione per parlare delle enciclopedie e del paragone che tendo a fare con i volumi di queste: le persone di una certa età. gli anziani, i bisnonni. io credo che queste persone siano proprio come quei tomi, grandi, inspiegabilmente più altri degli altri libri, quasi degli atlanti, pieni di cose, fatti, persone, esperienze. come un volume di un'enciclopedia, una persona di una certa età la puoi interrogare, consultare, andare avanti fino in fondo all'argomento e poi tornare indietro a rileggere gli eventi, a tentare di capire i pechè delle cose.
purtroppo sia le une che gli altri, molto spesso vengono poco considerati. se le enciclopedie, magari comprate perchè il figlio iniziava scuola o perchè "tanto è a rate", sono in mansarda a prender polvere, così i nostri anziani sono sono poco "consultati" ed ascoltati.
e quando qualcuno di loro, purtroppo, lascia questa "valle di lacrime", io vedo sempre la stessa immagine: un volume di un'enciclopedia che svanisce con tutto il suo sapere.

ho voglia di correre...

…con continuità e senza distrazioni.
vorrei tornare a correre con lo sprone di qualche buon risultato, che nel mio caso significherebbe "finire una gara", alla conclusione di un bel programma d'allenamento.
devo necessariamente "potare" un pò dei miei impegni, capitalizzando al meglio il mio, poco, tempo libero.
vorrei tornare a fare "solo" l'atleta, senza avere compiti di responsabilità all'interno della mia squadra, perchè è inevitabile che l'impegno attuale mi limita in quello che è il mio hobby principale, o meglio, il mio fil rouge di una vita.
ovviamente vorrei continuare a correre per la mia attuale squadra. e per nessun'altra.