October 2018
August 2018
July 2018
June 2018
May 2018
April 2018
March 2018
February 2018
January 2018
August 2017
May 2017
March 2017

amo i libri

sono un discreto lettore. leggo da sempre con piacere.
ricordo da ragazzino l'emozione di quando arrivava il momento di "andare a ritirare i libri scolastici". l'odore della carta stampata, le nuove figure che lasciavano immaginare nuovi argomenti e cose da imparare. mi piacevano così tanto che diventavano la mia attività del periodo. non importava se dovevo usare a scuola un determinato libro, io tendevo a portarli tutti o almeno quelli che riuscivo, in modo che, nei tempi morti, potevo sfogliare i miei tesori annuali.
crescendo ho avuto un vero e proprio amore per le enciclopedie (ho completato un bel pò di queste a fascicoli settimanali). il fascino di aprire a caso un volume e leggere di un argomento fino a quel momento completamente sconosciuto… una magia!!
questa lunga introduzione per parlare delle enciclopedie e del paragone che tendo a fare con i volumi di queste: le persone di una certa età. gli anziani, i bisnonni. io credo che queste persone siano proprio come quei tomi, grandi, inspiegabilmente più altri degli altri libri, quasi degli atlanti, pieni di cose, fatti, persone, esperienze. come un volume di un'enciclopedia, una persona di una certa età la puoi interrogare, consultare, andare avanti fino in fondo all'argomento e poi tornare indietro a rileggere gli eventi, a tentare di capire i pechè delle cose.
purtroppo sia le une che gli altri, molto spesso vengono poco considerati. se le enciclopedie, magari comprate perchè il figlio iniziava scuola o perchè "tanto è a rate", sono in mansarda a prender polvere, così i nostri anziani sono sono poco "consultati" ed ascoltati.
e quando qualcuno di loro, purtroppo, lascia questa "valle di lacrime", io vedo sempre la stessa immagine: un volume di un'enciclopedia che svanisce con tutto il suo sapere.

ho voglia di correre...

…con continuità e senza distrazioni.
vorrei tornare a correre con lo sprone di qualche buon risultato, che nel mio caso significherebbe "finire una gara", alla conclusione di un bel programma d'allenamento.
devo necessariamente "potare" un pò dei miei impegni, capitalizzando al meglio il mio, poco, tempo libero.
vorrei tornare a fare "solo" l'atleta, senza avere compiti di responsabilità all'interno della mia squadra, perchè è inevitabile che l'impegno attuale mi limita in quello che è il mio hobby principale, o meglio, il mio fil rouge di una vita.
ovviamente vorrei continuare a correre per la mia attuale squadra. e per nessun'altra.

l'anno sabbatico

volge al termine. siamo già ad ottobre, poco meno di due mesi e ufficialmente il mio anno sabbatico dalle gare, finisce.
avevo deciso di non prendere parte a nessuna gara di corsa quest'anno e la cosa mi è riuscita benissimo. niente programmi e tabelle, nessuna preoccupazione su stati di forma inesistenti. insomma un anno a chilometri zero. ho corso poco in effetti e me lo aspettavo. troppe cose quest'anno dovevano e sono accadute. queste meritavano tutta la mia attenzione e lo sapevo già dallo scorso anno. ecco perchè ho deciso di tirare un pò il freno alla mia più grande passione. ho inoltre deciso di lasciare la squadra fidal nella quale militavo dal '97. l'ho fatto per meglio dedicarmi alla squadra del paese dove abito e con la quale partecipo alle non competitive, più consona al mio attuale impegno atletico.
ma l'anno sta per finire… e sto per rientrare. innanzitutto ho sottoscritto la runcard della fidal, ho fatto la visita medica agonistica. ho ripreso gli allenamenti a marsure il venerdì e ho la mia tabella nuova di zecca. insomma, sono pronto. ora devo solo scrollarmi di dosso la "patina sabbatica" e un due/tre chili di troppo per tornare a divertirmi correndo.
p.s. mentre scrivevo queste righe, mi sono iscritto alla maratonina di trieste… ;-)

servono divanetti.

i saldi, gli sconti, i centri commerciali, lo shopping. tutte queste parole mettono euforia, in generale, alle donne. che siano signore, signorine, mogli o singles, il gentil sesso va letteralmente in estasi e "non può" mancare ad appuntamenti del genere.
gli uomini, (ometto di specificare) tutti gli uomini, provano la sensazione contraria nell'udire le parole di cui sopra.

da qui la formula: donna : shopping = uomo : tragedia

esempio.
lei deve comprare un paio di scarpe. lui deve accompagnarla perchè deve dirle come le stanno (le scarpe…)
lei vaga per il negozio (nei centri commerciali quelli di questo tipo sono immensi) guardando tutte le scarpe e fa domande del tipo "queste?", "quest'altre?".
lui segue la cercatrice di tacchi e risponde con smorfie, più o meno descrittive, riguardo il pensiero che ha sulle scarpe mostrate. quelli più bravi, rispondono "bellissime, sembreresti una dea", per tentare di accorciare il supplizio.
lei non si fida del consiglio di lui e in genere contrattacca "come non ti piacciono?" oppure "lo dici solo per farmi contenta" (su questa frase un giorno scriverò un poema…).
al 20° paio di scarpe, quando lui sembra teseo ma con nessun filo in mano, gli si accende una lampadina: "ora mi siedo!" e cerca uno sgabello di quelli usati per le prove. ovviamente nessuno è libero. allora cerca uno scaffale che sporge, un muro fatto in maniera idonea per appoggiare le stanche natiche… niente da fare.
ecco, io propongo a tutti quei negozi, con una superfice espositiva superiore ai 15mq, di approntare dei divanetti, per tutti quei lui che non sono stati pronti a trovare una scusa per non andare al centro commerciale a fare affari d'oro con i saldi.
p.s. una domanda ai direttori di centri commerciali: come mai i negozi di ferramenta si restringono sempre più e quelli di abiti femminili (diciamolo pure, neanche tanto di classe…) aumentano a dismisura?

il verde vince sempre

da qualche giorno, ho un pò più di tempo libero.
abitando in collina, sono circondato da alberi, fiori, erba e via di questo passo. e il tutto va curato, altrimenti non di collina si parlerebbe ma di jungla.
allora che si fa? si prende il tagliaerba e via. su e giù per il prato, il frutteto, il giardino. poi si passa al decespugliatore e si taglia in quelle zone dove col tagliaerba non passi. nel frattempo l'orto richiede la sua dose di attenzione. c'è da piantare, seminare, togliere le erbacce, curare le piante. ma con le belle giornate è più che un piacere. certo ogni tanto piove, spesso dove risiedo io, e cosa accade? l'erba è pronta per essere ritosata. via allora di tagliarba seguito dal decespugliatore. una legata ai pomodori e poi…. ma non l'avevo appena tagliata l'erba?!?
niente da fare, anzi rien ne va plus. il verde vince sempre. altro che il rosso o il nero.
October 2018
August 2018
July 2018
June 2018
May 2018
April 2018
March 2018
February 2018
January 2018
August 2017
May 2017
March 2017